musica ovunque. tutti suonano, tutti incidono, il livello qualitativo non è male, ma cosa scegliere? edicole sommerse di riviste, internet stracarico di web-magazines, tutti scrivono, magari il livello qualitativo non è sempre altissimo, cosa leggere? in ogni parte del mondo, chiunque ha la stessa maglietta, gli stessi jeans, vorrei identificarmi in qualcosa di nuovo, ma come sentirsi parte di qualcosa di nicchia, nel mio vestire? e se qualcuno scegliesse per voi? sfogliando su un aereo le pagine di un magazine della Easyjet ho letto un articolo che mi ha incuriosito davvero molto. le due domande spontanee che mi sono saltate in mente, naturali, sono state: "siamo arrivati a tal punto?" e "che sia giusto così? magari è qui che è diretto il nostro tempo". ovvero: io pago una tariffa piccola (mensile in genere) per entrare a far parte di un club, poi il club decide per me, in base ai miei gusti, alle mie tendenze, alle mie preferenze, cosa spedirmi a casa, comodament...
io davvero non ho parole. ma quale terribile operazione sta conducendo Repubblica? sono tre o quattro giorni che continuano a spuntare video sulla tragedia in Abruzzo a nome di noti registi italiani, con tanto di dicitura "esclusivo" - e in genere è in ordine la seconda o al massimo la terza notizia sul quotidiano online. tutti noi malati di video, tutti noi che ci interroghiamo sul rapporto tra arte e realtà, tra creazione artistica e attimo, saremmo voluti partire egoisticamente alla volta dell'Abruzzo, calpestando le emozioni verso le vittime di cui ancora non conoscevamo il numero né il nome. l'altro sentimento era quello del volontario, in questo momento di crisi soprattutto, "voglio fare qualcosa", come ai tempi dell'Umbria, come ai tempi degli Angeli del Fango a Firenze. le autorità hanno ribadito più e più volte, non è il momento che veniate in Abruzzo adesso, sareste solo d'intralcio. ma sembra che L'Aquila non fosse piena solo di giorna...